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Oddo Punto Verde: il punto di riferimento del biologico nel cuneese

 Alessia Giorgiutti  29/09/2017

 Aziende agricole   fattoria, domicilio, consegna, bio, biologico, km0

Alessandroblog

Orto in Tasca non si ferma mai: da oggi parte la nuova collaborazione con Oddo Punto Verde, un’azienda agricola situata nel cuneese e caratterizzata dal desiderio di far conoscere i propri prodotti di stagione dal sapore unico e genuino ad un gran numero di consumatori.

 

Nel contesto dell’azienda agricola Oddo Punto Verde si dice che il biologico “è più vero”; noi di Orto in Tasca, incuriositi, abbiamo chiesto al proprietario Alessandro Oddone di spiegarci cosa significasse per lui e per la sua azienda agricola il concetto di "verità" nell'ambito dell'agricoltura e dei prodotti biologici. Tuttavia, non ci siamo potuti fermare: gli abbiamo dovuto fare ben altre nove domande!


Volete sapere quali sono state le sue risposte?

Come e quando è nata la Sua azienda?

"Oddo Punto Verde è nata nel 2015 dalla mia passione per l’orto. Infatti, nel 2014 ho recuperato da un vicino di casa una serra a tunnel abbastanza malconcia. Essendo troppo grossa per un semplice orto familiare, ho cominciato a vendere gli esuberi a parenti ed amici. Dopo qualche mese mi sono reso conto che forse il progetto di aprire una partita IVA e ampliare le vendite avrebbe potuto funzionare. Da lì a passare a 6 serre (stiamo già parlando di arrivare a 10, nel 2018), il passo è stato breve."

 

Faceva qualcosa di differente prima di occuparsi dell'azienda o ha sempre lavorato a contatto con la natura?

"Ho fatto un milione di lavori: metalmeccanico, falegname, muratore, bracciante agricolo, cameriere, aiuto cuoco, agente immobiliare, magazziniere... Nonostante i lavori manuali mi siano sempre piaciuti, non ho mai trovato la serenità che desideravo in uno di questi impieghi.

Negli ultimi 10 anni (mi sono licenziato a marzo 2017, per poter seguire la mia azienda) ho lavorato come operatore forestale per la Regione Piemonte, in Valle Varaita: la montagna, l’aria aperta e il tipo di lavoro mi hanno convinto a continuare con quell'impiego per tanti anni, ma dentro me ero già consapevole che prima o poi avrei cercato la mia strada personale. Pare che io non sia nato per il posto fisso!"

 

Tre aggettivi con cui definirebbe il progetto della Sua azienda agricola:

"Impegnativa, faticosa, soddisfacente."

 

Parafrasando il sito della Sua azienda, in una delle pagine vi è scritto che il biologico, quello delle aziende agricole e dei coltivatori locali,“è più vero”: cos'è dunque, secondo Lei, la "verità" nell'ambito dell'agricoltura e dei prodotti della natura?

“L’insalata di Oddo Punto Verde va lavata con cura, perché capita spesso di trovare una lumaca tra le foglie. Questo succede perché la nostra insalata è vera, nel senso che è naturale.

Effettivamente, se noi andassimo in un bosco a raccogliere funghi, o staccassimo una mela da un albero selvatico, oppure raccogliessimo castagne ai lati di un sentiero, come ci aspetteremmo di trovare tutti questi prodotti? Naturali, ovvero col bruco al loro interno oppure il segno del morso di un qualche insetto.

Questo, per noi di Oddo Punto Verde, è il cibo vero: non la mela verniciata o la patata lavata nella candeggina per farla apparire più chiara, ma i prodotti naturali che “sanno” di Natura (evitando quelli resi invendibili dall’eccessiva presenza di lumache e insetti).
Parlando poi di “produzione locale”, dovrei sottolineare una cosa: qualora un piccolo produttore decidesse di sterminare tutti gli insetti presenti naturalmente nelle proprie coltivazioni con prodotti chimici (dannosi non solo per gli insetti), allora forse sarebbe meglio acquistare la vostra, nostra, verdura al supermercato. Infatti, è assai facile che un’azienda piccola abbia molti meno controlli di una più grande che rifornisce i mercati generali.

Con ciò voglio dire che l’idea di “agricoltura locale” non è sempre sinonimo di prodotti “veri” e genuini, così come non lo è nemmeno il termine “biologico”. In conclusione, sono fermamente convinto che vi sia una grande necessità di conoscere coloro i quali maneggiano il nostro cibo e di instaurare con essi un rapporto di fiducia: chiedere, informarsi e osservare quello che si compra sono la chiave verso la “verità” dei prodotti che i consumatori acquistano.”



Come crede sia possibile convincere i consumatori ad acquistare localmente e a nutrirsi più responsabilmente, quando i supermercati della grande distribuzione sembrano ogni giorno più riforniti e a portata di mano?

"Questa è LA sfida per la nuova agricoltura. 

Innanzitutto, il consumatore si convince con la qualità. I miei clienti sono tutti d’accordo nel dire che tra i prodotti di Oddo Punto Verde e quelli del supermercato non vi può essere paragone. Spesso infatti mi dicono: “i pomodori sembrano di plastica!”, “le zucchine sanno di muffa.” e così via. Allora sono loro stessi che decidono di farne a meno, tutte le volte che riescono: dico così perché anche loro sono consapevoli che in questo modo ci vuole  più tempo per fare la spesa, ma la nascita di nuovi canali di vendita locali, come Orto in Tasca, può svolgere un ruolo fondamentale nel processo di affiancamento dei consumatori per tagliare simili tempistiche.

Personalmente, mi sembra un processo virtuoso e che porta vantaggi a tutti: al consumatore si dà la possibilità di acquistare direttamente dalle sue aziende preferite e ottenere  il massimo della qualità ad un prezzo equo (e qui si apre un discorso a parte, perché bisogna anche capire che ‘equo’ non sempre significa “basso”); al produttore si dà la possibilità di riconquistare un mercato che gli appartiene di diritto, nonostante sia stato ormai troppo snaturato dai prezzi ridicoli della grande distribuzione. Non per ultimo, si creano tutta una serie di nuove figure professionali, ovvero i mediatori, utilissimi nell’aiutare i produttori a raggiungere il maggior numero di consumatori locali possibile. 

Se si riesce a creare una buona sinergia tra produttori, mediatori locali e consumatori finali, sono convinto che la grande distribuzione, almeno per quanto riguarda l’ortofrutta, sia destinata a diventare una seconda scelta." 

 

C'è qualcosa che crede che nessuno sappia riguardo la Sua attività e che terrebbe a fare sapere?

"Come in tutti i lavori, ci sono difficoltà e problematiche che sono comprese solo da coloro i quali fanno un determinato lavoro (com'è giusto che sia!). Mi sento solo di ribadire l’importanza di conoscere chi maneggia il vostro, nostro cibo, anche per vedere più da vicino in cosa consiste veramente la sua opera. Per quanto riguarda Oddo Punto Verde, noi accogliamo sempre volentieri chi ci chiede di fare una passeggiata tra le coltivazioni, e più i clienti fanno domande, più noi siamo contenti di rispondere!"

 

Qual è, secondo Lei, il segreto di una vita sana, a tavola e non solo?

"A tavola, l’ideale sarebbe tornare alla semplicità: non ricordo la fonte, ma qualcuno una volta ha detto: compra e mangia solo quello che la tua bisnonna riconoscerebbe come “cibo”. 

Leggere gli ingredienti è un buon modo per cominciare ad allontanarsi da quegli alimenti troppo elaborati che, ormai si sa, non sono opzioni particolarmente salutari. Se inoltre poi si stesse più attenti alle materie prime, si conoscerebbero la provenienza e il processo di produzione di ciò che si mette in tavola, e sicuramente si farebbero ulteriori passi avanti verso scelte più mature e salutari.

Ci siamo allontanati troppo dagli alimenti “reali” : lo zucchero non sarebbe bianco se non venisse raffinato; la farina integrale non si dovrebbe ottenere aggiungendo crusca alla farina 00, anch’essa raffinata e snaturata; i pomodori non si dovrebbero trovare nel pieno di febbraio sugli scaffali di un supermercato.

Per tutto quello che non concerne il mangiare, beh, sarebbe bello conoscere questo segreto!  La mia personalissima concezione di vita sana è: fai quello per cui sei nato. Io, per esempio, ho tolto tanto veleno dalla mia vita nel momento in cui ho smesso di essere un lavoratore dipendente, oltretutto con un posto di lavoro invidiato da tanti. Semplicemente, non era per me. La campagna, il ritmo delle stagioni, la fatica, i progetti, l’indipendenza: una volta capito cosa volessi fare della mia vita, non ho potuto fare a meno di cercare di proseguire verso quella direzione."

 

Settembre per l'attività della Sua azienda è sinonimo di...

"Programmazione! A settembre comincia a calare la mole enorme di lavoro tipico dell’estate; si comincia a tirare le somme della stagione e a pensare a cosa migliorare l’anno successivo. Le decisioni più importanti maturano più tardi, ma molto spesso vengono seminate proprio durante questo mese."

 

Quanto ritiene importante la consegna "a domicilio" dei Suoi prodotti? Che significato ha per Lei?  

"La consegna a domicilio può diventare un buon modo per avvicinare le aziende agricole alle persone. Paradossalmente è “facile” parlare di spesa a Km0, mangiare locale e selezionare le materie prime che si consumano, ma mettere in pratica tutte queste cose nella vita quotidiana è decisamente qualcos'altro. Non tutti hanno la possibilità di prendere l’auto e andare dall’ortolano, dall’allevatore di polli e dal signore che produce “quel formaggio” buonissimo, per poi anche andare al supermercato per il detersivo e la lampadina che si è bruciata. L’investimento in termini di tempo diventa insostenibile per la maggior parte di noi. Ecco allora che una buona consegna a domicilio diventa una delle soluzioni più comode. Il costo della consegna si trasforma in risparmio di tempo, carburante e stress."

 

Perché ha deciso di proporsi per una collaborazione con Orto in Tasca? 

"Gestire un’azienda agricola, per quanto piccola, non lascia molto tempo a disposizione per dare un servizio puntuale e affidabile. Orto in Tasca, oltre a fornire tutto questo, offre anche un servizio di mediazione che, come dicevo prima, diventa molto importante se si vuole saltare il passaggio dalla GDO. Tutti questi fattori, uniti al fatto che ho sentito parlare bene di Orto in Tasca, mi hanno convinto a collaborare."

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