Icon airplane shadow
Puoi gestire il tuo borsello solo dopo aver effettuato l'accesso!

La consapevolezza del profumo e del sapore unici dell’agrume italiano

 Alessia Giorgiutti  10/11/2017

 Alimentazione   agrumi, italia, arance, limoni, alimentazione sana

Clementine

Una sera, accendendo la televisione, mi è capitato di vedere un’intervista al cuoco siciliano Filippo La Mantia. Il servizio giornalistico si apriva con una frase detta proprio dal famosissimo chef:

“[...] Apri un’arancia rossa e lì dentro c’è [sic] la Sicilia, le mani del contadino, il vulcano, un sapore incredibile. Ti esplode dentro un mondo.”.

Sin dal momento in cui ho sentito questa frase, mi è piaciuta.

Mi ha riportato a un viaggio fatto con i miei nonni tanto tempo fa, proprio in Sicilia.

È riaffiorato così il ricordo di una bella passeggiata in un aranceto di un produttore locale: da ciascuno dei suoi profumati alberi penzolavano frutti grandi come meloni e con il colore intenso come quello di un tramonto sul mare.

Sembrerà ridicolo, ma anche il solo ricordo di sbucciare una di quelle arance, mi fa inevitabilmente venire l’acquolina in bocca. Infatti, il sapore degli spicchi di quei frutti mangiati nell'afa estiva non si cancella facilmente dalla memoria: dentro c’erano fragranza e freschezza, così come il profumo della terra e i colori del territorio; c’era sostanzialmente tutta la Sicilia che mi diceva “Benvenuta!”.

Gli anni sono passati, ma il ricordo del volto di quell'uomo che ci aveva fatto camminare tra i suoi alberi da frutto, così come i suoi prodotti, sono rimasti impressi nella mia mente.

Ora, scrivendo questo articolo, mi ritrovo a riflettere su che fine abbia fatto quell'uomo e se sia ancora felice e soddisfatto come era un tempo.

L’agrumicoltura del Mezzogiorno ha una storia unica, locale e familiare.

La produzione italiana di agrumi, più che da grandi nomi, è composta da uomini come quel signore che ci ha accolto nella sua casa con tanta ospitalità. Come lui, vi sono infatti tante altre piccola realtà imprenditoriali a conduzione familiare caratterizzate da una storia di vero e proprio amore per la terra e per il territorio. Realtà, queste, spesso bistrattate e considerate arretrate per il loro grande attaccamento ai valori e agli insegnamenti di generazioni passate, ma che tuttavia sono tra le prime a cercare di migliorare e cambiare per il bene dei propri prodotti.

Molto spesso, infatti, è proprio a livello di questi piccoli nuclei imprenditoriali che nasce la voglia di innovarsi, aprendo canali di commercializzazione online e inanellando rapporti commerciali con altri produttori e commercianti del territorio, creando una vera e propria rete di sostegno per la produzione agrumicola italiana.

Gli agronomi locali sono i primi a coltivare i propri agrumeti con un senso di responsabilità verso la natura e i consumatori, rispettando l’ambiente con i suoi cicli naturali e affiancando le moderne tecniche agricole ai tradizionali metodi di coltivazione. Lo fanno perché sono consapevoli di quanto un simile approccio sia determinante per una produzione di qualità elevata e a basso impatto ambientale.

Il risultato ottenuto, poi, è una conferma: si tratta di un prodotto genuino, fresco e saporito, ma soprattutto degno di essere diffuso e valorizzato tanto per la propria provenienza, quanto per la storia che racchiude nel gusto unico dei suoi spicchi.

I prodotti italiani e le loro innumerevoli proprietà.

Le migliori arance e i migliori mandarini italiani indubbiamente provengono dal Mezzogiorno che, contrariamente a quanto farebbe pensare la magra campagna 2017/18, è caratterizzato da un microclima ideale per la coltivazione di agrumi. Nonostante infatti la forte siccità e le alte temperature dei mesi estivi, il prodotto italiano continua a primeggiare non in quantità, bensì in qualità, soprattutto dal punto di vista organolettico.

Se l’arancia amara siciliana è universalmente riconosciuta per il suo gusto e il suo profumo unici, non possiamo dimenticare che la tipologia che è maggiormente apprezzata in Italia e all'estero è per lo più dolce e succosa, con una polpa carnosa e senza semi e una buccia profumata e ruvida. Eccezionalmente ricca dal punto di vista nutritivo e altamente digeribile sia fresca che spremuta, viene acquistata in grandi quantità da consumatori molto spesso inconsapevoli delle sue proprietà.

Lo stesso avviene anche per il mandarino, frutto delicato che viene raccolto a completa maturazione, quando la sua buccia ha ancora lucidità e profumo e la sua polpa è ricca di minerali come il ferro, il magnesio, il calcio e il potassio. In quanto agrumi, arance e mandarini sono anche naturalmente ricchi di vitamine dei gruppi A, B, P, e soprattutto di quello C, il cui fabbisogno giornaliero viene soddisfatto dal solo consumo di due di questi frutti.

Antiossidante e importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario e la sintesi di collagene nell'organismo, la vitamina C svolge un ruolo molto importante per le cellule del nostro corpo durante l’inverno: assorbita da esse, viene utilizzata per la difesa immunitaria dell’organismo e la creazione del collagene che poi va a rafforzare i vasi sanguigni, la pelle, i muscoli e le ossa.

Proprio per la loro essenzialità nella sintesi del collagene, principale proteina del nostro tessuto connettivo, sia l’arancia che il mandarino sono preziosi alleati per una pelle sana, tonica ed elastica. Inoltre, l’elevato contenuto di acqua di questi agrumi contribuisce ulteriormente a mantenere la naturale idratazione della pelle, nonché a contrastare, eventualmente, gli inestetismi della cellulite.

La buccia stessa di arancia e mandarino, costituita da uno strato esterno rugoso e da uno interno bianco e spugnoso chiamato albedo, ha incredibili proprietà per il nostro organismo: la scorza d’arancia è ricca di fibre e bioflavonoidi, mentre il limonene e la nobiletina di quella del mandarino sono rispettivamente fondamentali per combattere il colesterolo e prevenire l’obesità, l’arteriosclerosi e il diabete di tipo 2.

Nonostante non venga spesso consumata con il frutto, la buccia è poi utilizzata sovente sia in cucina che in prodotti per l’estetica: dalle marmellate ai canditi, agli oli essenziali in grado di ritardare l’invecchiamento della pelle, diminuire la ritenzione idrica e combattere l’insonnia, questa parte del frutto è ritenuta estremamente preziosa, e per questo motivo non dovrebbe essere buttata come uno scarto qualsiasi.

Consapevolezza.

La consapevolezza, quando si parla di cibo, è un valore estremamente importante.

C’entra con ciò che decidiamo di acquistare e ciò che decidiamo di mangiare; c’entra con ciò che noi crediamo e ciò che noi vogliamo sostenere.

È indubbio che all’interno dei supermercati della GDO si possano trovare prodotti come arance e mandarini a un costo ragionevole, anche se non di provenienza italiana: questi prodotti poi, potrebbero essere anche molto buoni, oltre che con pari proprietà rispetto ai nostri prodotti autoctoni.

Tuttavia, quando acquistiamo una cesta di arance italiane, noi facciamo una scelta consapevole: scegliamo di sostenere una produzione nazionale di massima importanza, che si serve di produttori locali che lavorano sodo per portare sulle nostre tavole dei frutti di qualità. Scegliamo di informarci meglio sulla provenienza dei nostri acquisti e sulle proprietà che essi hanno. Scegliamo, infine, di portare con noi a casa, dalle nostre famiglie, un pezzo di quello che siamo, della nostra tradizione e della nostra “italianità”.

Stai per eliminare il prodotto dal carrello.
Sei sicuro?

Stai per eliminare l'indirizzo.
Sei sicuro?

Stai per rinunciare alla consegna.
Sei sicuro?