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Bere succo o mangiare frutta, questo è il dilemma

 Alessia Giorgiutti  26/02/2018

 Alimentazione   succhi, frutta

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Tra succhi che promettono disintossicazione, a quelli che millantano azioni dimagranti, le offerte disponibili presso i negozi alimentari sono moltissime ed estremamente fantasiose.

Tu, follower di Orto in Tasca, non farti incantare: non esistono ancora succhi miracolosi, ma “solo” ottime alternative per l’assunzione di alcuni nutrienti fondamentali per il tuo organismo.

 

La spremitura di frutta e verdura, infatti, pur non essendo auspicata dalla maggior parte dei nutrizionisti, non è assolutamente un “male”, soprattutto se attuata in modo controllato e con prodotti di prima qualità; essa servirebbe ad integrare l’assunzione di frutta e verdura in una qualsiasi dieta, facendo sì che i succhi prodotti possano fornire da spuntino salutare o da alternativa al caffè e al tè a colazione, ma non a una delle 7 o 9 porzioni di frutta e verdura che un adulto dovrebbe assumere giornalmente.

 

Non è poi un mistero il fatto che bisognerebbe cercare di consumare ogni alimento nella forma più vicina possibile al modo in cui esso è stato strappato dalla terra o colto da un albero, evitando inutili elaborazioni: ciò dovrebbe essere fatto per preservarne le sostanze nutritive e mantenerne le qualità organolettiche. In quest’ottica, il processo di spremitura, non differentemente da quello di cottura o frittura, è una tipologia di elaborazione di prodotto. Tuttavia, tra tutte queste proposte di “produzione”, è certamente la più innocua.

Infatti, il succo, soprattutto se fatto in casa, è un modo per “spremere” più frutta e verdura (soprattutto quella consumata raramente) nella tua dieta. E poi, ricorda: seppur sia preferibile masticare una mela, un mango, una carota o un finocchio piuttosto che berli, e anche vero che consumarli in una qualsiasi loro forma è certamente meglio di non consumarli affatto.

 

Certo, è bene notare che il prezzo di un succo non artigianale non è assolutamente pro-consumatore, soprattutto se comparato alla frutta e alla verdura da cui proviene: questo dipende soprattutto dalla retribuzione della manodopera utilizzata per produrlo e dalle reperibilità, quantità ed elaborazione delle materie prime. Inoltre, quando si estrae il succo da frutta o verdura, non si ottengono la polpa e le fibre, facendo sì che si perdano vitamine, minerali e altri fitonutrienti di vitale importanza per l’organismo.

I succhi acquistati in negozio, poi, contengono molto spesso quantità significative di zucchero e di conservanti più o meno artificiali: per questo motivo è doveroso essere sempre consapevoli di cosa si consuma e si compra, imparando a leggere le etichette e informandosi sulle combinazioni più nutrienti di prodotti.

 

Seppur convenienti, dunque, i succhi della GDO sono molto spesso di qualità inferiore alle alternative casalinghe, pertanto sarebbe meglio che tu, in quanto consumatore consapevole, prediligessi una produzione domestica con frutta e verdura di qualità: ricorda quindi che la maggior parte dei pesticidi è solubile in acqua e, per questo motivo, la spremitura da frutta e verdura della GDO estrae spesso non solo il succo, ma anche sostanze che potrebbero risultare tossiche per il tuo organismo.


Quando poi acquisti della frutta o della verdura per produrre un succo “fatto in casa”, ricorda di sperimentare varie combinazioni e magari di emulare quelle che hai avuto già occasione di provare grazie alle proposte della grande e della piccola distribuzione: inoltre, ricorda di non gettare la polpa, ma piuttosto di provare a riproporla in un frullato, in un brodo vegetale o in un bollito per creare infusi e tè. Infine, cerca di consumare sempre il tuo succo quando è ancora fresco, poiché il suo valore nutritivo diminuisce di minuto in minuto; è infatti possibile conservare un succo fatto in casa in un contenitore scuro ed ermetico per massimo 24 ore.

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