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Qualche consiglio per chi soffre di problemi legati alla tiroide

 Alessia Giorgiutti  06/12/2018

 LifeStyle   tiroide, alimentazione, dieta, ormoni, stress, hashimoto

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25 grammi, 2 centimetri di spessore e 2 lobi rispettivamente di 5 e 3 centimetri di lunghezza: la tiroide, così piccola e armoniosa, pare quasi una farfalla con due ali carnose. Pochi sanno, tuttavia, quanto questo organo abbia un impatto estremamente importante sull'organismo umano. Esso, ad esempio, secerne ormoni che influenzano il metabolismo, la crescita delle ossa, la regolazione della temperatura corporea e lo sviluppo del sistema nervoso centrale.

Ciononostante, molti hanno probabilmente sentito parlare di “disfunzione tiroidea”: in questa nomenclatura ricadono moltissime problematiche che colpiscono milioni di individui e che spesso non vengono diagnosticate per la loro aspecificità. I sintomi legati a questa disfunzione possono infatti variare grandemente da individuo ad individuo, mostrandosi talvolta come affaticamento ed irritabilità, e talvolta come un aumento o una perdita di peso repentini, ma anche come lunghi cicli di insonnia.

Inoltre, la disfunzione tiroidea può contribuire a condizioni quali infertilità e malattie autoimmuni. Nello specifico, quando la tiroide produce troppi ormoni, si manifesta una condizione chiamata ipertiroidismo, la quale causa solitamente ansia, nervosismo, iperattività, tachicardia e perdita di peso. Seppur in questo caso vi siano molte cause possibili che portino a questa condizione, la più comune è il morbo autoimmune di Basedow-Graves, il quale colpisce soprattutto donne tra i 40 e i 60 anni. Se invece la tiroide non produce abbastanza ormoni si verifica l'ipotiroidismo, il quale raramente provoca disturbi nelle sue prime fasi ma che, col passare del tempo, può causare obesità, dolori articolari, infertilità e malattie cardiache in coloro i quali non si curino adeguatamente. Seppur ne possano soffrire sia uomini che donne, la maggior incidenza di questa condizione riguarda quest’ultime, soprattutto se al di sopra dei 60 anni di età.

 

Stress, esercizio fisico e meditazione.

Pur essendo necessarie prescrizioni mediche appropriate corrispondenti ai problemi tiroidei personalmente sviluppati da ciascun individuo, vi sono anche moltissimi rimedi nutrizionali e di stile di vita che possono coadiuvare questi medicinali giustamente imposti. Presentando una risposta olistica a tali disfunzioni e chiedendo al proprio medico una guida ed un approccio più personalizzato e completo sono certamente le tattiche migliori per bilanciare i problemi della tiroide e vivere più serenamente. Il primo pilastro da abbattere per aiutare il corpo ad essere più bilanciato è quello dello stress. Questo, infatti, è molto probabilmente uno dei fattori che contribuisce all'insorgenza di disturbi autoimmuni della tiroide, come la tiroidite di Hashimoto e il morbo di Basedow-Graves. Per questo motivo, esercizi di respirazione e meditazione potrebbero, se combinati con farmaci opportuni, fare molto per proteggere la tiroide.

Allo stesso modo, anche l’esercizio fisico, dalle passeggiate comuni alle ore spese in palestra a fare pesi e cardio, non solo aiuterebbe a regolare la tiroide diminuendo i livelli di stress, ma potrebbe anche stimolare la secrezione degli ormoni tiroidei e aumentare la sensibilità dei tessuti agli ormoni. Uno studio pubblicato su Neuroendocrinology Letters ha mostrato che l'esercizio a intensità moderata (che raggiunge una frequenza cardiaca massima del 70%) e l'esercizio ad alta intensità (che raggiunge una frequenza cardiaca massima del 90%) possono infatti aumentare i livelli degli ormoni tiroidei circolanti nel corpo, causando effetti estremamente positivi nel bilanciamento del viscere endocrino che risiede nel collo umano.

 

Una dieta ad hoc e uno stile di vita sano per la tua tiroide.

Qual è dunque la dieta ideale per qualcuno che soffre di disfunzione tiroidea? Innanzitutto, è necessario ridurre al minimo l'esposizione a determinati alimenti e prodotti che hanno dimostrato di interferire con il funzionamento della tiroide: radiazioni, ma anche acqua di rubinetto non filtrata e contenente pesticidi e metalli pesanti, così come carne inorganica e prodotti lattiero-caseari arricchiti di ormoni e antibiotici, sono tutti elementi annoverati in questa lista. Pesci di grandi dimensioni come il tonno, contenente mercurio, e alimenti contenenti additivi seguono poi per importanza; tutti i prodotti chimici contenuti in prodotti per la pulizia, cosmetici inorganici, ritardanti di fiamma e sigarette vanno infine a completare il quadro disfunzionale ideale per la tiroide.

Tuttavia, anche alcuni cibi sani possono sopprimere la funzione della tiroide. Questi alimenti sono classificati come goitrogeni, i quali inibiscono la funzione della tiroide interferendo con il metabolismo dello iodio. Per questo motivo, prodotti a base di soia, Brassicaceae, arachidi e pinoli, fragole e pesche e spinaci dovrebbero essere evitati da chi soffre di tiroide.


Quasi certamente, comunque, il minerale più importante per la produzione e l'utilizzo degli ormoni della ghiandola tiroidea è lo iodio, seguito dal selenio e dallo zinco e poi dalle vitamine A, E, C e B. Lo iodio, elemento chimico presente negli ormoni tiroidei, può essere assunto mediante il consumo di alghe, gamberetti, salmone, sardine, ostriche e uova: indispensabile per la funzione tiroidea, come già precedentemente detto può causare un’inibizione della ghiandola qualora ci fosse un consumo eccessivo di alimenti che ne sono ricchi. Il selenio, il quale è un elemento essenziale nella dieta ed è utile nella prevenzione di alcune malattie, può sviluppare delle criticità assimilabili all'avvelenamento: tuttavia, lo si può facilmente trovare nelle noci del Brasile, nei frutti di mare e nelle frattaglie e, con una sua assunzione bilanciata, difficilmente potrebbe causare problemi. Infine anche lo zinco, presente in ostriche, fagioli, semi di zucca, semi di girasole, zenzero, noci, mandorle e sardine, può condizionare pesantemente la crescita corporea e l'aumento di peso se poco presente nell'organismo.

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