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Uovoallacracco step10

Tuorlo fritto alla Carlo (Cracco)

Tuorlo fritto alla Carlo (Cracco)

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15 minuti + 1 minuto di cottura
Difficoltà Media
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1 persone

Ingredienti

Uova di gallina: 1
Spinaci: 50 g
Pan grattato: q.b.
Uvetta: 10 g
Pinoli: 10 g
Olio evo: 2 cucchiai
Sale: q.b.
Olio per friggere: 1 l
Preparazione

Una ricetta creata da uno chef stellato: il tuorlo fritto! Uno dei cavalli di battaglia di Carlo Cracco, chef di rinomanza internazionale (peraltro, grande appassionato di patatine!) e divo della tv, con trasmissioni seguitissime quali MasterChef e Hell’s Kitchen.
Se non sapete chi è Carlo Cracco, non importa… con questa ricetta conquisterete anche i palati più difficili o poco sensibili alle mode televisive.


La ricetta è davvero molto semplice. Richiede però una certa attenzione nel maneggiare l’ingrediente principale, cioè il tuorlo.
Per preparare il tuorlo fritto vi serviranno delle uova freschissime. Lo sapete come si fa (con metodo casalingo!) a capire se un uovo è davvero fresco? Lo si mette in una ciotola piena d’acqua e se rimane ben ancorato sul fondo, allora vuole dire che è proprio fresco! Altro sistema per ottenere delle uova freschissime è quello di… avere una gallina!!!


La preparazione richiede un tempo di riposo piuttosto importante, quindi tenetene conto se volete provare a riprodurre questa ricetta. Il tuorlo infatti, una volta sgusciato e liberato dall’albume, va messo a riposare “sotto pan grattato” per almeno due ore. Mi è capitato di lasciarlo anche per un’intera giornata, ed il risultato è stato validissimo perché la crosticina di pan grattato era un po’ più spessa e croccante.


La prima volta che ho assaggiato il tuorlo fritto, questo era “adagiato” su una tartare di carne. Buono, anche se un po’ impegnativo (per lo stomaco!). Questo, nella versione “Cracco”, prevede un accompagnamento di spinaci, pinoli ed uvetta: un perfetto connubio agrodolce, che esalta appieno il sapore del tuorlo.


Trovate questa ricetta anche su Manca Il Sale.

Ci sta bene un bianco di una certa struttura, rinforzato da un accorto passaggio in botte di rovere, quale la Malvasia di Muzic 2015.
E’ un vino di impatto, ma che rispetta il gusto del piatto.

Utilizzando delle uova fresche, separare il tuorlo dall'albume.

In una ciotolina, creare uno strato di pan grattato nel quale depositare il tuorlo: fare attenzione perché il tuorlo è delicatissimo. 


Aggiungere quindi altro pan grattato, fino a coprire del tutto il tuorlo. 


Mettere il tuorlo ricoperto a riposare in frigorifero per almeno due ore (ma se sta di più, è meglio!).


 

Preparare il "contorno": mettere l'uvetta in ammollo e pulire gli spinaci. In una pentolina, far tostare i pinoli. In un'altra pentola, versare 2 cucchiai di olio evo e far scaldare. Quando l'olio è caldo unire gli spinaci, aggiustare di sale e pepe e cuocerli velocemente (dovranno rimanere croccanti!). Aggiungere infine l'uvetta (strizzata!) e i pinoli (tostati!).

Far scaldare l'olio per friggere in una padella. Un sistema (empirico ma validissimo) per capire se l'olio è caldo abbastanza, è quello di infilare nell'olio il manico di un mestolo in legno. Quando si formeranno delle bollicine attorno al manico, l'olio sarà pronto.

Con delicatezza, liberare il tuorlo dal pan grattato in eccesso. Porlo su di una schiumarola e farlo friggere per 30'' max 1' nell'olio bollente. Un tempo di friggitura più lungo rischia di cuocere del tutto il tuorlo che invece deve rimanere fluido all'interno.

Adagiare il tuorlo sugli spinaci, in modo che ogni amico/ospite possa rompere il proprio tuorlo e mangiarlo assieme agli spinaci. Una bontà!

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